TORNA A ARCIPELAGO TOSCANO

Giglio


Come la perla nella conchiglia cosý, l'Isola del Giglio Ŕ custodita nell'azzurro e caldo mar Tirreno: le sue acque trasparenti la pongono al primo posto tra i mari pi¨ puliti d'Italia, il suo clima mite favorisce ai visitatori una vacanza piena di sorprese in tutte le stagioni: acque cristalline color smeraldo, fondali ricchi e pescosi, una costa rocciosa di liscio granito interrotta da baie, calette e spiagge sabbiose, flora e fauna di grande interesse e bellezze, numerosi minerali, tracce ovunque evidenti di un'antica storia e il territorio, disabitato per oltre il 90%, invitano a bellissime passeggiate alla scoperta della natura e a vivere il mare nella sua incontaminata realtÓ come in pochi altri luoghi nel mondo ormai Ŕ possibile fare.

L' Isola del Giglio (Aigilon per i Greci, Igilium per i Romani) con i suoi 21 kmq risulta seconda per grandezza tra le isole dell'Arcipelago Toscano, il suo punto pi¨ elevato misura 498 metri di altezza sul livello del mare ed Ŕ composta da tre centri abitati: Giglio Porto, Giglio Castello (il capoluogo) e Giglio Campese.
Fu certamente abitata in epoche remote, come dimostrano infatti alcune punte di frecce trovate nell'isola e risalenti al periodo eneolitico. Anche gli etruschi ed i romani frequentarono l'isola ed alcuni documenti dell'epoca testimoniano che fu di proprietÓ della famiglia dei Domizi Enobarbi.isola del Giglio
Nell' 805 l'isola fu donata da Carlo Magno all'Abbazia delle Tre Fontane, nel 1269 divenne feudo della famiglia degli Aldobrandeschi ed in seguito al matrimonio di Margherita con Nello Pannocchieschi l'isola pass˛ a quest'ultimo. Con le seconde nozze di Margherita degli Aldobrandeschi con un suo consanguineo il Papa, Bonifacio VIII (1303), tolse il feudo a Margherita per assegnarlo a Goffredo Caetani.
Successivamente a causa del matrimonio di una Caetani con un Orsini, l'isola divenne proprietÓ della famiglia Orsini.
A partire dal XIII secolo e fino ai primi anni del XV la repubblica di Pisa ne ebbe dominio effettivo, successivamente l'isola pass˛ di mano in mano fino ad arrivare all'anno 1559 quando fu acquistata dalla moglie di Cosimo I Medici Eleonora di Toledo, alla morte della quale venne inclusa nel Granducato di Toscana.
Nel XVI secolo, con l'espansione dell'impero Turco, il Giglio conobbe il suo periodo pi¨ buio. Fu oggetto infatti di continue incursioni da parte dei pirati barbareschi, arabi e nord-africani.
Rimasta impressa nella memoria, fu sicuramente la scorreria condotta da Cair Heddin Barbarossa che nel 1544 deport˛ come schiavi ben 700 gigliesi.A difesa dell'isola furono costruite alcune torri, rafforzate le mura ed istituita una milizia civile che venne sciolta solo nel 1860 con l'annessione del giglio al Regno d'Italia.

Nel Porto, centro pi¨ popoloso dell'isola, sono concentrate gran parte delle strutture turistiche. Gli abitanti hanno un origine prevalentemente napoletana e genovese.
Il Castello Ŕ un'affascinante borgo medievale cinto da mura risalenti al XII e XIII secolo collegate a torri cilindriche e rettangolari. Nella chiesa risalente al XIV secolo e dedicata a S. Pietro Apostolo, si possono ammirare un Crocefisso attribuito al Gianbologna, due tele di artista ignoto rappresentanti l'incarnazione e la Deposizione dalla Croce, una Vergine in alabastro del XV secolo ed alcuni cimeli che gli abitanti strapparono agli invasori tunisini nel 1799.
Al Campese, frazione che conobbe un certo sviluppo con lo sfruttamento delle miniere di pirite, si pu˛ ammirare la Torre Medicea del XIII secolo, nucleo centrale della resistenza dell'isola all'assalto tunisino del 1799.
Va ricordata infine, anche se l'isola non fu coinvolta, la battaglia che si svolse il 3 maggio del 1241 nelle acque circostanti, dove le navi del re Enzo (figlio di Federico II) annientarono la flotta guelfa.

Valid HTML 4.01 TransitionalValid CSS